domenica 17 ottobre 2010

VA A FUNGHI E SI PERDE NEL BOSCO




Nicola De Donnantonio, subito dopo il ritrovamento

L'architetto Nicola De Donnantonio, che faceva parte dei partecipanti alla Gita a Viggianello organizzata dal nostro Gruppo, durante l'escursione a funghi si è smarrito nel bosco. La sua assenza è stata notata quando, alla fine dell'escursione era l'unico che mancava. Dopo ripetute ricerche fatte dalla guida e da altri componenti del Gruppo, il Responsabile Pancrazio Campagna, faceva rientrare tutti i partecipanti nell'Albergo, rimanendo egli sul posto in attesa dei soccorsi che nel frattempo aveva allertato. Carabinieri, Agenti del Corpo forestale dello Stato ed esponenti del Soccorso Alpino iniziavano un'affannosa ricerca del disperso, ricerca risultata difficile dalla assenza di linea telefonica. Dopo circa tre ore di vana ricerca è giunta una chiamata che Nicola faceva a Pancrazio Campagna, il quale ha passato il telefonino ai soccorritori che hanno così potuto localizzare la posizione in cui si trovava. Dopo una trentina di minuti veniva finalmente rintracciato il disperso. Le foto mostrano il momento del ritrovamento.
Al rientro in Albergo, Nicola è stato accolto  con gesti di gioia e simpatia da parte di tutti gli altri gitanti.
Nicola De Donnantonio, sembra non sia nuovo a episodi del genere; anche l'anno scorso, nella pineta di San Cataldo è stato soccorso dai Vigili del Fuoco perchè era rimasto intrappolato in una fitta vegetazione di rovi (Rubus ulmifolius) e di salsapariglia (Smilax aspera).

Nicola ha così commentato il suo smarrimento:
Rispondi
Nicola De Donnantonio a me

mostra dettagli 19 ott (12 giorni fa)





Pangrà l'hai detto e l'hai fatto............ed anche stavolta mi hai

fatto pagare dazio.......

nonostante tutti i dolori che ancora mi porto addosso e tutte le spine

di Rubus ulmifolius e di Rosa canina che mi trovo ancora nella carne

in più parti del corpo.

Mi hanno invece risparmiato le spine di Smilax aspera, pianta che ho

incontrato in minima parte.



Segue il mio personale commento al tuo Blogger:



Bene per il lieto fine, ma sicuramente povero Nicola, che avrà vissuto

terribili momenti di angoscia nel cercare di trovare una strada che

gli permettesse di porsi in sicurezza! Povero Nicola che durante

tutto il tragitto effettuato si è trovato tra chilometri e chilometri

di terreno colmo, anzi stracolmo, di piante di Rubus ulmifolius e di

Rosa canina, terreno impervio, fangoso e scivoloso per cui non sono

mancate numerose cadute che lo hanno riempito di spine dappertutto.

Povero Nicola quando, per evitare le piante di Rubus ulmifolius e di

Rosa canina, ha dovuto attraversare il fondo di due ruscelli, tra

l'acqua gelida e i numerosi sassi scivolosi e lì, ancora cadute

nell'acqua, sui duri sassi e tra le piante spinose.

Povero Nicola quando in alcuni momenti di grande sconforto si è

sentito solo e disperato e, quando non riusciva più a fare un passo

per la stanchezza ha però saputo resistere e pregare!

Esemplare, daltra parte, il comportamento del responsabile della gita

sig. Pancrazio Campagna, che è rimasto sul posto e ha immediatamente

allertato le forze di Polizia locali (Carabinieri e Corpo Forestale

dello Stato) che, in stretta collaborazione con un esponente del

locale Soccorso Alpino, hanno trovato il povero malcapitato.

Le vie del Signore sono infinite ed io spero in Lui.

giovedì 14 ottobre 2010

Laetiporus sulphureus (Bull.) Murrill



foto di Pancrazio Campagna
Laetiporus sulphureus (Bull.) Murrill

Cresce in estate-autunno su tronchi di aghifoglie e latifoglie.
E' stato trovato anche su alberi d'ulivo.
NON COMMESTIBILE
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Hyoscyamus albus L. - Giusquiamo bianco




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Hyoscyamus albus L.
Fam.                 Solanaceae
Nome italiano: Giusquiamo bianco
Habitat:            cresce su muri, macerie, ruderi

Note: pianta tossica. Contiene sostanze (giusquiamina, scolopina e iosciamina) utilizzate in medicina come antispasmodiche e antisecretive. Può provocare anche la morte.

Arbutus unedo L. - Corbezzolo

Arbutus unedo L. - Corbezzolo

Arbutus unedo L. - Corbezzolo

Arbutus unedo L. - Corbezzolo
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Arbutus unedo L.
Fam: Ericaceae
Nome italiano: Corbezzolo

 Etimologia
Sia àrbut-us, i che uned-o, -onis erano i nomi che utilizzavano i latini per indicare questa specie. In particolare l'epiteto deriverebbe dalla contrazione del periodo "unum edo" che significa "ne mangio uno", in riferimento alle bacche che, essendo molto dolci, non sono gradite da tutti.
Uso Alimentare
Le bacche sono commestibili, ma si sconsiglia di abusarne per consumo diretto, perché, oltre a non essere gradite da tutti, consumate in quantità possono causare disturbi gastro-intestinali perchè contengono un alcaloide; vengono per lo più utilizzate per la preparazione di marmellate.

giovedì 23 settembre 2010

Boletus lupinus Fries


                                                   



Posted by Picasafoto di Pancrazio Campagna

Boletus lupinus Fries


Habitat: cresce solitario o a gruppi di pochi esemplari nei boschi caldi di latifoglie, specialmente querce e castagni. Nel Salento presente nelle leccete.

SOSPETTO: SICURAMENTE TOSSICO DA CRUDO

Boletus radicans



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foto di Pancrazio Campagna
Boletus radicans Persoon: Fries

Cresce generalmente isolato o a gruppi di pochi esemplari esclusivamente nei boschi di latifoglie.
Nel Salento è rinvenibile sotto leccio.
NON COMMESTIBILE: CARNE AMARA

venerdì 17 settembre 2010

Hierophis viridiflavus Lac. - Biacco



foto di Pancrazio Campagna
Hierophis viridiflavus Lac. -
Conosciuto col none di Biacco - scorsone - scursuni, nel Salento
Serpente  particolarmente vivace e veloce, di abitudini prettamente diurne, il biacco è attivo da marzo a inizio ottobre. Gli accoppiamenti avvengono nel mese di maggio e la seguente deposizione delle 5-15 uova nel mese di luglio. I piccoli nascono dopo circa 6-8 settimane e sono lunghi circa 25 cm ed hanno un’aspettativa di vita di circa 15 anni. La maturità sessuale viene raggiunta fra il 3° ed il 4° anno nei maschi e fra 4° e 5° nelle femmine.
In primavera i maschi ingaggiano spettacolari combattimenti rituali.
Serpente non velenoso e particolarmente vivace, messo alle strette non esita a mordere, causando però solo leggerissime ferite. Causa, come tutti i serpenti, paure ingiustificate e spesso viene ucciso scambiandolo per vipera. E’ accaduto che le femmine deponendo le uova nelle mura di casolari, abbiano dato origine a episodi di panico (le famose invasioni di vipere), puntualmente amplificate dai media locali.
E' SPECIE PROTETTA, NON VA MOLESTATO