mercoledì 3 marzo 2010

ANEMONE CORONARIA - Anemone dei fiorai

ANEMOME CORONARIA L. - Anemone dei fiorai

Anemome coronaria L. - Anemone dei fiorai
Anemone coronaria L. Anemone dei fiorai


Anemone coronaria - L
Nome italiano: anemone dei fiorai
Famiglia: Ranunculaceae
Periodo di fioritura: febbraio - aprile
Habitat: campi coltivati a cereali, garighe
Etimologia: il genere viene dalla parola greca "ànemos" che significa vento, forse a causa della breve durata della vita del fiore. Il nome della specie viene dal latino "coronarius" che significa a forma di corona.
Note: è un fiore che si rinviene allo stato spontaneo, ma che è anche coltivato a scopo ornamentale. 
Pancrazio Campagna



IRIS PSEUDOPUMILA - Giaggiolo siciliano

Iris pseudopumila - Tineo    Giaggiolo Siciliano
Iris pseudopumila Tineo - Giaggiolo siciliano
Carta d'identità
Nome italiano: giaggiolo siciliano
Altezza: sino a 20 cm.
Habitus: corto e slanciato
Fiori: gialli o violetto purpurei, molto vistosi
Frutti: senza rilievo
Habitat: garighe. Cresce in Puglia e in Sicilia.
Periodo di fioritura: febbraio - aprile
Note: è un fiore bellissimo che è facile incontrare sul finire dell'inverno nelle garighe (lo stesso posto dove si va a cercare funghi cardoncelli)
A Lecce c'è un posto dove cresce abbondantissimo, ma non vi dico dov'è in quanto questo fiore è una specie protetta e come tale non va raccolto. Nel caso doveste incontrarlo fate soltanto qualche foto.
                                                                                                            Pancrazio Campagna

mercoledì 10 febbraio 2010

SYLIBUM MARIANUM - Cardo mariano

Sylibum marianum (L.) Gaert
cardo mariano - cardo lattario - cardo di S. Maria
Sylibum marianum (L.) Gaert - Cardo mariano

Pianta biennale con fusti eretti, ragnatelosi, alti 30 -150 cm.
Foglie color verde lucente variegate di bianco, sono lanceolate-lobate, ondulate e spinose all'apice.
Fiori: purpureo -  rossastri,, sono riuniti in capolini apicali.
Frutti: sono  degli acheni sormontati da pappi setolosi.
Habitat: presente dappertutto, cresce nei luoghi incolti, lungo le strade, dalla pianura sino a 1000 m.

Raccolta e conservazione: tagliare i capolini quando i semi sono quasi maturi e farli essiccare in un luogo asciutto e ventilato. Setacciare per separare i semi dalle parti estranee e conservare al riparo della luce e dall'umidità.
Proprieta terapeutiche: colagoghe, diuretiche, febbrifughe, tonico-stimolanti, carminative.

Il cardo mariano si distingue dagli altri cardi perchè ha macchie bianche sulle foglie. La tradizione dice che queste macchie bianche sarebbero i segni del latte della Madonna caduto mentre fuggiva in Egitto con Gesù Bambino poppante.

Bibliografia:
Guide compact De Agostini - Maria Teresa Della Beffa Ed. De Agostini

martedì 9 febbraio 2010

CICHORIUM INTYBUS - Cicoria agreste

CICHORIUM INTYBUS L.

Nome italiano:  cicoria
Nome dialettale leccese: cicòra resta
Famiglia: Composite
Fioritura: luglio - ottobre
Raccolta: foglie in estate/autunno, radici in autunno/inverno
Parti utilizzate: foglie e radici
Principi attivi: mucillagini, inulina, tannini, sostanze amare.
Impieghi terapeutici: decotto, tintura, cataplasma.

La cicoria, in Puglia, è tra le erbe agresti eduli, insieme al sonco (Zangune), la più conosciuta e ricercata.
Piatto tipico è servirla lessata  insieme a fave secche cucinate a puré. In passato era il comune piatto dei poveri ora,  è ritenuto un piatto prelibato, servito in ristoranti di prestigio.  
In tempo di guerra, la radice di cicoria tostata,  veniva utilizzata come succedaneo del caffè.

RICETTA:
CICORIE E COSTINE DI MAIALE
Ingredienti: 1 kg. di cicorie, 800 gr. di costine di maiale, 4-5 pomodori pelati, 50 gr. di formaggio pecorino grattugiato,  una cipolla piccola, sale e olio.

Rosolare in un cucchiaio di olio la cipolla e le costine di maiale, aggiungere i pomodori, il sale e un pò d'acqua.Fare insaporire e cuocere  le cicorie già lessate per mezz'ora nel sugo. Servire condendo con formaggio grattuggiato.

sabato 30 gennaio 2010

BORAGO OFFICINALIS - Borragine

BORAGO OFFICINALIS  L.
Nome Italiano: Borragine
Famiglia: Boraginacee
Fioritura: aprile-novembre
Raccolta: dalla primavera all'autunno
Parti utilizzate: foglie, fiori
Principi attivi: mucillagini, resine, tannini, nitrato di potassio
Impieghi terapeutici: infuso, tintura, colluttorio.
Proprietà: depurativa, cardiotonica, antidepressiva. 
Habitat: In Italia è comune dappertutto: negli incolti, nei coltivi, nelle macerie dal piano fino a 1000 m.

Usi gastronomici: Le foglie giovani e tenere si possono utilizzare, brevemente lessate, come verdura di contorno, oppure nella preparazione di ripieni, frittate e torte salate. I fiori freschi, dal delicato sapore di cetriolo ed estremamente decorativi, sono ideali da aggiungere alle insalate miste, ai formaggi morbidi, o da mettere a macerare nell'aceto bianco che tingono piacevolmente di azzurro.  Possono essere anche inglobati in cubetti di ghiaggio.
N.B. Per l'uso medicinale della pianta attenersi sempre alle prescrizioni mediche.
                                                                                                          Pancrazio Campagna

sabato 23 gennaio 2010

HELVELLA CRISPA



                                
                                


HELVELLA CRISPA    (Scop.: Fr.) Fr.
ASCOMA sotto forma di apotecio di 35 mm di diametro e alto fino a 120mm, più o meno mitroide, irregolarmente selliforme, nel complesso di aspetto arricciato, stipitato. Imenoforo liscio, ondulato, biancastro-crema-grigiastro; superficie inferiore appena più chiara, pruinosa o tomentoso-fioccosa. Orlo ondulato, frastagliato.
GAMBO cilindraceo-claviforme, ingrossato in basso, solcato longitudinalmente, lacunoso sia esternamente che internamente, bianco o biancastro.
CARNE ceracea, ma piuttosto elastica.
HABITAT: boschi di latifoglia e misti. Tardo autunno.
COMMESTIBILITA': CONSIDERATO COMMESTIBILE FINO A QUALCHE TEMPO FA, E' SCONSIGLIABILE LA RACCOLTA PERCHE' E' STATO ACCERTATO POSSEGGA PRINCIPI TOSSICI. (Sindrome giromitrica)


Bibliografia: Atlante fotografico degli Ascomiceti d'Italia - a cura di G. Medardi - CSM AMB Trento

lunedì 11 gennaio 2010

Leccinum lepidum




LECCINUM LEPIDUM (Bouchet ex Essette) Quadraccia

Cappello: 60 - 150 mm; da emisferico a convesso-allargato; superficie regolare o più spesso rugoso-bozzoluta, liscia e glabra, di aspetto untuoso, grassa, di colore fondamentalmente bruno-giallastro dalle tonalitùà più o meno cariche.
Tubuli: lunghi, liberi dal gambo; pori piccoli, tondi, giallognoli dai toni olivastri,ocra-brunastro alla pressione.
Gambo: 70 x 35 mm sodo, pieno, radicante, regolare solo negli esemplari cresciuti isolati; superficie di colore giallo citrino, talvolta imbrunente con la manipolazione o la vetustà, decorato da squamule dapprima gialle, presto brunastre.
Carne: inizialmente soda, poi molle nel cappello e fibrosa nel gambo, vira al taglio lentamente al rosa fin quasi al nerastro. Odore e sapore non particolari.
Habitat: nelle leccete della zona mediterranea,  dal tardo autunno all'inverno inoltrato. Lo si può rinvenire anche in primavera.
Commestibilità: buono, la carne annerisce alla cottura.